Due incontri, uno a Cagliari e l’altro ad Alghero, per affrontare un unico tema: «Comunità, spopolamento, famiglia e democrazia».
L’iniziativa, dell’Ufficio regionale di Pastorale sociale e del lavoro, si inserisce nel solco delle Settimane sociali dei cattolici italiani già svoltesi a Cagliari, Taranto e Trieste, dedicate rispettivamente ai temi del lavoro, dell’ambiente e della partecipazione democratica.
A Cagliari, nell’Aula Benedetto XVI della Curia ad aprire i lavori è l’arcivescovo, Giuseppe Baturi, che ha presentato il percorso di Pastorale sociale e del lavoro rivolto alle piccole comunità della Sardegna, segnate dal fenomeno dello spopolamento. Un invito a ripartire dalla speranza e da una maggiore partecipazione alla vita comunitaria, come risposta concreta alle fragilità dei territori.
Gilberto Marras, direttore dell’Ufficio regionale di Pastorale sociale e del lavoro, ha spiegato come la seconda Conferenza regionale, articolata nelle due tappe a Cagliari e Alghero, si rivolga innanzitutto alle persone e alle comunità, per poi coinvolgere istituzioni, imprese, sindacati, scuole e società civile.
L’obiettivo è quello di costruire risposte concrete ai bisogni locali, con particolare attenzione al lavoro, all’ambiente, alla cultura e alla povertà educativa, nella consapevolezza che dalle scelte di oggi dipende il futuro delle comunità.
Significative le testimonianze emerse durante l’incontro.
Costantino Palmas ha raccontato l’esperienza di «Lavoro Insieme», impresa sociale del Gerrei, capace di rimettere in moto parte dell’economia locale, sostenendo i piccoli produttori e creando legami solidi con la comunità.
Don Gianmarco Lorrai, parroco di Guasila, ha descritto il suo ministero in una piccola realtà a forte vocazione agro-pastorale, dove la dimensione familiare resta centrale nei rapporti sociali.
Michele Piga e Valeria Succa hanno invece condiviso la loro scelta di giovane famiglia controcorrente di vivere a Nuraminis, mentre Filippo Zara ha evidenziato le difficoltà quotidiane di un amministratore locale in un piccolo centro come Barrali, segnato dalla riduzione dei servizi.
A chiudere i lavori sono stati don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale sociale e del lavoro, e l’arcivescovo Baturi. Per il sacerdote la speranza deve essere il motore dell’azione pastorale: «Ognuno di noi può fare la differenza – ha affermato – a seconda che scelga di mettersi in gioco o restare comodo in poltrona. Abbiamo bisogno di lavorare insieme, di partecipare e di progettare il futuro, assumendo e condividendo anche le condizioni più difficili».
“Al cuore della Democrazia ci sono le persone, le loro relazioni e la fiducia che queste generano continuamente”, ha rimarcato Baturi citando il Presidente Mattarella presente a Trieste, sottolineando che “il potere vero lo hanno le persone sagge per età che sognano generosamente un futuro migliore per le nuove generazioni e sono capaci di stimolare con forza il pensiero e le azioni concrete dei giovani”. “La Chiesa cammina al fianco dell’uomo, cammina e testimonia concretamente quale possa essere la scelta che ciascuna comunità può fare”, ha concluso Baturi.
L’incontro si è poi replicato ad Alghero, con un’attenzione particolare ai giovani. Il sindaco della città, Raimondo Cacciotto ha illustrato il progetto urbanistico orientato a rendere il territorio attrattivo per chi desidera tornare dopo esperienze di studio e lavoro all’estero.
Il sindaco di Macomer, Riccardo Uda e i rappresentanti del mondo scolastico hanno presentato una situazione educativa positiva e diverse iniziative attive sul territorio.
Centrale il dialogo con gli studenti delle scuole superiori, che hanno chiesto maggiore concretezza e di non essere giudicati per il desiderio di viaggiare e formarsi.
Nel suo intervento, Gilberto Marras ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e dei cambiamenti in atto, sollecitando una responsabilità condivisa nel costruire il futuro delle comunità.




