È iniziato il ministero episcopale di monsignor Francesco Antonio Soddu alla guida dell’Arcidiocesi di Sassari. Un percorso articolato in più tappe, che ha unito luoghi simbolo della fede turritana, realtà di sofferenza e istituzioni civili, culminando nella solenne celebrazione in Cattedrale.
Un avvio nel segno della tradizione cristiana a Porto Torres
Il cammino del nuovo Arcivescovo è iniziato nel primo pomeriggio a Porto Torres, nella Basilica dei Santi Gavino, Proto e Gianuario. Monsignor Soddu si è raccolto in preghiera davanti alla tomba dei Martiri Turritani, affidando simbolicamente il proprio ministero alla protezione dei Protomartiri e richiamando le radici cristiane profonde del territorio.
La vicinanza ai sofferenti: la visita all’ospedale
Successivamente l’Arcivescovo ha raggiunto Sassari per una visita all’Ospedale Civile «Santissima Annunziata», primo gesto pubblico di attenzione verso il mondo della fragilità e della cura. Accolto dalla direzione sanitaria e dai cappellani ospedalieri, Mons. Soddu ha rivolto un saluto a pazienti e operatori, impartendo la sua prima benedizione alla comunità ospedaliera.
L’abbraccio della città in Piazza Santa Caterina
Il momento istituzionale dell’accoglienza si è svolto in piazza Santa Caterina, cuore del centro storico cittadino. Qui, alla presenza delle autorità civili e militari, il Sindaco di Sassari e della Città Metropolitana Giuseppe Mascia ha rivolto un lungo indirizzo di saluto, richiamando il percorso pastorale e umano del nuovo Arcivescovo e sottolineando il valore della collaborazione tra istituzioni civili ed ecclesiali per il bene comune.
Nel suo intervento, il Sindaco ha posto l’accento su temi quali cultura, prossimità, integrazione e soprattutto pace, definendo Sassari «Città della Pace» e richiamando il ruolo delle comunità nel promuovere dialogo e coesione sociale.
La presa di possesso canonico in Cattedrale
Poi in nella Cattedrale di San Nicola, si è svolto il momento centrale della giornata: la solenne concelebrazione e il rito della presa di possesso canonico dell’Arcidiocesi. Oltre cinquecento fedeli hanno preso parte alla liturgia, insieme ai vescovi della Sardegna, ai sacerdoti e a numerose delegazioni provenienti anche da altre diocesi.
La celebrazione è stata animata dalla Cappella Musicale «Madonna del Bosco», diretta da don Pierpaolo Canu, contribuendo a creare un clima di raccoglimento e solennità.
L’omelia: i discepoli di Emmaus come chiave di lettura del presente
Nella sua prima omelia da Arcivescovo di Sassari ha commentato il Vangelo dei discepoli di Emmaus, soffermandosi sul tema della fede che si confronta con lo smarrimento e la difficoltà di riconoscere la presenza del Risorto nella storia.
Il presule ha richiamato il valore dell’ascolto, della Parola di Dio e dell’Eucaristia come elementi fondamentali per «riconoscere il Cristo vivo nella vita della Chiesa e della comunità». Al centro del messaggio anche l’invito a ritrovare speranza e comunione, soprattutto nei momenti di crisi e divisione.
Nel passaggio conclusivo, monsignor Soddu ha espresso gratitudine ai Pontefici che lo hanno chiamato al ministero episcopale, ai sacerdoti, alle autorità e alla sua famiglia, affidando il suo servizio alla misericordia di Dio e all’intercessione dei santi patroni.
Un nuovo cammino per la Chiesa turritana
La giornata si è chiusa con la benedizione finale e con i ringraziamenti personali dell’Arcivescovo, che ha salutato con particolare affetto la comunità diocesana, le autorità presenti e coloro che hanno seguito la celebrazione attraverso i mezzi di comunicazione.
Con questo intenso inizio, la Chiesa turritana apre ufficialmente un nuovo capitolo del proprio cammino pastorale sotto la guida di monsignor Francesco Antonio Soddu, segnato da un forte richiamo alla prossimità, alla comunione e alla speranza condivisa.
In collaborazione con UCS Sassari






