A Macomer 800 persone in marcia per invocare il dono della pace

A Macomer si è levata forte l’invocazione per la pace con la XXXIX Marcia della Pace, promossa dalla delegazione regionale Caritas insieme al Csv Sardegna Solidale, alla diocesi di Alghero-Bosa e al Comune di Macomer.

Oltre 800 persone, provenienti da tutta l’Isola, hanno attraversato le vie del centro con striscioni e slogan, unendo le voci della Chiesa sarda, delle associazioni, delle scuole e delle istituzioni.

Il tema dell’edizione 2025 riprende il messaggio di Papa Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace: «La Pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante», un richiamo particolarmente attuale in un tempo segnato da conflitti e da una crescente corsa al riarmo.

A presiedere la Marcia è stato monsignor Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa, che ha sottolineato come «la pace si costruisce solo con un cuore disarmato», ricordando che l’accumulo di armi non genera sicurezza ma prepara nuovi conflitti.

Sullo stesso solco l’intervento del delegato regionale di Caritas Sardegna don Marco Statzu, che ha ribadito l’importanza della giustizia sociale come fondamento della pace, anche nei territori locali.

Insieme hanno camminato vescovi, sacerdoti, religiose, amministratori, volontari, famiglie e giovani.

Monsignor Antonello Mura, presidente della Conferenza Episcopale Sarda e vescovo delegato per la Carità, ha ringraziato i partecipanti per «aver compiuto un concreto passo di pace», ricordando la vocazione storica della Sardegna come terra di pacificazione.

Monsignor Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e vescovo di Ales-Terralba, ha evidenziato il valore della perseveranza: «Da trentanove anni la voce della gente si leva per chiedere il dono essenziale della pace».

Presente anche il sindaco di Macomer Riccardo Uda, che ha invitato a partire da questo momento per «seminare la pace», e il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, che ha parlato di un segno di speranza capace di unire oltre le divisioni politiche.

Numerosa e significativa la partecipazione dei giovani, protagonisti del cammino con canti e striscioni.

Particolarmente toccante la testimonianza del cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei Latini, che ha presieduto la veglia di preghiera.

Dal cuore di una terra segnata dai conflitti ha invitato a non fissarsi solo sul male, ma a «piantare fiori nei nostri giardini», credendo che in ogni uomo ci sia qualcosa di buono. Ha infine ricordato l’importanza dei piccoli gesti e della presenza come autentica testimonianza di pace.

Qui la sintesi dell’intervento del Cardinale.

Intervento Cardinale Mathieu

Alcuni scatti fotografici della Marcia (Foto Caritas Sardegna)